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FOIBE VIDEO DA SCARICA

Posted on Author Tetaxe Posted in Multimedia


    Contents
  1. 12 cose da sapere sulle Foibe
  2. Definizione di "foiba" e dove si trovano
  3. Il ricordo per vincere il silenzio sul dramma di esuli e infoibati
  4. Claudia Cernigoi: “OPERAZIONE FOIBE A TRIESTE”

Con la Legge N. 92 del 30 marzo la Repubblica Italiana ha istituito per il 10 febbraio il "Giorno del ricordo in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo. "La Storia siamo noi" ricostruisce la tragedia delle Foibe in occasione del Giorno del Ricordo. Le foibe sono Scarica Microsoft Silverlight. Los Angeles, CA - E' stata presentata la lista degli attori che faranno parte del film FOIBE. In un cast internazionale, dodici gli attori italiani scelti tra cui. sito della Lega Nazionale, associazione che dal lavora per l'italianità di Trieste, della Video · Convegno in ricordo di William Klinger · Trieste italiana · Irredentismo scarica, stampa e distribuisci ad amici e conoscenti La cosiddetta "Foiba di Basovizza" è in origine un pozzo minerario: esso divenne però nel.

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Sento la necessità di ringraziare gli eredi del Maresciallo Harzarich per avermi donato una parte del suo archivio. Ora ho a disposizione diverse foto inedite dell'epoca e numerosi ritagli di giornali. Il partito comunista sloveno ed il processo di democratizzazione della repubblica" di Stefano Lusa; inserita la recensione del libro "Foibe e girotondi" di Alfredo Spadoni ; aggiornate le pagine contenenti la rassegna stampa "precedente" con un articolo tratto da "l'Unità" del e la rassegna stampa "contemporanea" con otto articoli; riorganizzata la pagina dedicata ai video: al momento 33 sono visibili in streaming grazie a youtube e 4, a causa delle dimensioni, vanno invece "scaricati"; inserita un' intervista all'On.

Giorgia Meloni A. Anche noi siamo morti per la patria" ; realizzata una pagina dedicata al " Giorno del Ricordo" Negato il risarcimento richiesto di

Soprattutto se queste trattative avvenivano senza aver avvisato le altre componenti della Resistenza e, anzi, alle spalle di una di queste componenti, come succedeva in queste trattative osovane a danno dei garibaldini. Le chiedo, quindi, che prima di istituire il monumento nazionale a Porzûs, la sua Presidenza favorisca la formazione di una commissione di ricercatori storici che analizzino la vasta documentazione esistente, onde arrivare a una ricostruzione il più possibile obiettiva della vicenda della malghe di Porzûs, stabilendo anche chi e quanti furono gli uccisi e perché, e arrivare finalmente — se i risultati della ricerca lo consentiranno, come io penso — alla riabilitazione di molti di quei partigiani che furono ingiustamente condannati.

Udine, 27 maggio Alessandra Kersevan. Molto spesso si sente parlare di "esodo", "foibe" e in genere di "pulizia etnica" ai danni degli italiani che si trovarono a vivere nei territori che l'Italia perdette a seguito della ratifica del Trattato di Pace nel , e che passarono alla Repubblica Federativa Popolare di Jugoslavia.

Una grossa fetta ma comunque meno della metà invece decise di restare nelle proprie terre. Questo articolo è dedicato alla riorganizzazione politica e culturale degli italiani che si trovarono a vivere nella nuova Jugoslavia socialista Kersevan Appendice dal volume: Foibe.

Revisionismo di Stato e amnesie della Repubblica anche su Diecifebbraio. Martocchia resp. Piccolo glossario sul Confine Orientale dal sito www. Bibliografia in ordine cronologico inverso :. Claudia Cernigoi, Operazione Plutone. Le inchieste sulle foibe triestine. Gli enigmi di una strage tra conflitto mondiale e guerra fredda. I cambiamenti di popolazione a Trieste, Gorizia, Fiume e in Istria.

Una storia d'Italia Einaudi AA. Contro il revisionismo storico - Sesto S.

Le foibe, l'esodo e il confine orientale nelle pagine dei giornali lombardi agli albori della Repubblica. Nota a margine del libro G. Aragno a cura di , Fascismo e foibe: cultura e pratica della violenza nei Balcani La città del Sole contiene tra l'altro: A. Höbel, La battaglia della memoria; A. La questione giuliana e la memoria slovena Pierluigi Pallante, Foibe. Scotti: L'urlo della menzogna.

L'infinita e rancorosa "Giornata del Ricordo" , pp. Gli italiani e i Balcani. Appunti preliminari alla stesura di "Scampati e no". Collotti a cura di : Fascismo e antifascismo Bari E. Collotti: Sul razzismo antislavo, in A. Burgio a cura di , Nel nome della razza , Bologna N. Troha: Komu Trst. Parovel: L'identità cancellata. Lint, Trieste AA. Volk Roma 1 febbraio Le vicende delle foibe e le mancate epurazioni. Kersevan e S. Una menzogna tutta italiana Fermo, 13 marzo Foibe e fascismo.

Sull'irredentismo di Gianfranco Fini. Recensione di "Operazione foibe: fra storia e mito" di Wu Ming tratto da:www. Intervista a Claudia Cernigoi, autrice del libro: Operazione foibe: tra storia e mito. La memoria delle foibe in Istria: intervista a Giacomo Scotti. Reality Foibe. Gli stessi storici fascisti, tra i quali l'istriano G.

Chiurco, vantandosi delle gesta degli squadristi e glorificandole nelle loro opere, hanno abbondantemente documentato i misfatti compiuti - dagli assassinii di antifascisti italiani quali Pietro Benussi a Dignano, Antonio Ive a Rovigno, Francesco Papo a Buie, Luigi Scalier a Pola ed altri - alla distruzione delle Camere del lavoro ed all'incendio delle Case del popolo, alle sanguinose spedizioni nei villaggi croati e sloveni della penisola, ecc.

Nelle chiese le messe poterono essere celebrate soltanto in italiano, le lingue croata e slovena dovettero sparire perfino dalle lapidi sepolcrali, furono cacciate dai tribunali e dagli altri uffici, bandite dalla vita quotidiana. Alcune centinaia di democratici italiani, socialisti, comunisti e cattolici che lottarono per la difesa dei più elementari diritti delle minoranze subirono attentati, arresti, processi e lunghi anni di carcere inflitti dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato.

La sostituzione delle popolazioni allogene Mi è capitato per le mani un opuscolo del ministro dei Lavori Pubblici dell'era fascista Giuseppe Cobolli Gigli.

Divenuto poi un gerarca, prese un secondo cognome, Gigli, dandosi un tocco di nobiltà. Tra l'altro volle tramandare ai posteri una canzoncina in voga fra gli squadristi di Pisino. Quindi chi, fra i croati, aveva la pretesa, per esempio, di parlare nella lingua materna, correva il pericolo di trovar sepoltura nella Foiba. Dal che si vede che il brevetto degli infoibamenti spetta ai fascisti e risale agli inizi degli anni Venti del XX secolo.

Putroppo essi non rimasero allo stato di progetto e di canzoncine. Riportiamo qui, dal quotidiano triestino Il Piccolo del 5 novembre , la testimonianza di Raffaello Camerini, ebreo, classe Domenica d'Albona. Quello che ho veduto in quel periodo, sino al - poi sono stato trasferito a Verteneglio - ha dell'incredibile.

Quando queste cavità erano riempite, ho veduto diversi camion, di giorno e di sera, con del calcestruzzo prelevato da un deposito di materiali da costruzione sito alla base di Albona, che si dirigevano verso quei siti e dopo poco tempo ritornavano vuoti.

Sono stati gli italiani, fascisti, i primi che hanno scoperto le foibe ove far sparire i loro avversari. Logicamente, i partigiani di Tito, successivamente, si sono vendicati usando lo stesso sistema.

E che dire dei fascisti italiani che il 26 luglio hanno fatto dirottare la corriera di linea - che da Trieste era diretta a Pisino e Pola - in un burrone con tutto il carico di passeggeri, con esito letale per tutti.

L'accordo e l'amicizia era grande e l'aiuto, in quel difficile periodo, era reciproco.

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Quell'aggressione tra il 6 aprile e l'inizio di settembre fu caratterizzata dalle brutali annessioni di larghe fette di Croazia e Slovenia e da una lunga serie di crimini di guerra. Per ordine dello stesso Mussolini e di alcuni generali si giunse alle scelte più draconiane dei comandi militari italiani. Nella toponomastica, per cominciare da questo aspetto non cruento dell'occupazione, fu recitata una vera e propria tragicommedia, avendo come regista il prefetto della Provincia del Carnaro e dei Territori Aggregati del Fiumano e della Kupa, Temistocle Testa.

In data 30 maggio il Prefetto Testa, rese noto con pubblici manifesti di aver fatto eseguire l'internamento nei campi di concentramento in Italia di un numero indeterminato di famiglie di Jelenje dalle cui abitazioni si erano allontanati giovani maggiorenni senza informarne le autorità.

A Kilovce furono fucilate 24 persone. I campi di concentramento nei quali furono rinchiusi più di centomila civili croati, sloveni, montenegrini ed erzegovesi erano disseminati dall'Albania all'Italia meridionale, centrale e settentrionale, dall'isola adriatica di Arbe Rab fino a Gonars e Visco nel Friuli, a Chiesanuova e Monigo nel Veneto. In quei lager italiani morirono Nel solo lager di Arbe ne morirono 2.

Cosa dicono le norme 4c e quelle successive? Conclusione: si ammazza troppo poco!

12 cose da sapere sulle Foibe

Furono circa Potremmo citare altri documenti, centinaia, che ci mostrano il volto feroce dell'Italia monarchica e fascista in Istria e nei territori jugoslavi annessi o occupati nella seconda guerra mondiale. Gli stupri, i saccheggi e gli incendi di villaggi si ripetevano in ogni azione di rastrellamento. Il 6 giugno furono deportate nei campi di internamento in Italia 34 famiglie per un totale di persone di Castua, Marcegli, Rubessi, San Matteo e Spincici; i loro beni, compreso il bestiame, furono confiscati o abbandonati al saccheggio delle truppe, le loro case incendiate, dodici persone vennero fucilate.

I deportati in Italia, i villaggi rasi al suolo Ancora più terribile fu la sorte toccata agli abitanti della zona di Grobnico, a nord di Fiume. Per ordine del prefetto Temistocle Testa, reparti di camicie nere e di truppe regolari, irruppero nel villaggio di Podhum all'alba del 13 luglio. Rastrellata l'intera popolazione, questa fu condotta in una cava di pietra presso il campo di aviazione di Grobnico, mentre il villaggio veniva prima saccheggiato e poi incendiato. Oltre mille capi di bestiame grosso e di bestiame minuto furono portati via, persone rispettivamente famiglie finirono nei campi di internamento italiani: più di cento maschi furono fucilati nella cava: il più anziano aveva 64 anni, il più giovane 13 anni appena.

Nel solo Comune di Castua subirono spedizioni punitive diciassette villaggi; furono passate per le armi 59 persone, altre furono deportate e precisamente uomini, donne e bambini; furono incendiate case e stalle. Sempre nella zona di Fiume, il 3 maggio , reparti di Camicie Nere e di fanteria rastrellarono il villaggio di Kukuljani e alcune sue frazioni, portarono via tutto il bestiame, saccheggiarono le case, deportarono la popolazione e quindi appiccarono il fuoco alle abitazioni, alle stalle e agli altri edifici "covi di ribelli".

Nei campi di internamento finirono abitanti di Kukuljani e di Zoretici. Queste sanguinose persecuzioni indiscriminate contro la popolazione civile slava furono denunciate anche da eminenti personalità politiche italiane di Trieste, tra cui i firmatari di un Promemoria presentato il 2 settembre da un "Fronte nazionale antifascista" al Prefetto Giuseppe Cocuzza.

Era passato un mese e mezzo dalla caduta del regime fascista. Pero' questa stessa RAI negli scorsi 15 anni ha mandato in onda numerose trasmissioni e servizi nei quali vengono falsificati i fatti storici.

In base a queste trasmissioni nelle foibe sarebbero stati buttati 3. Libia, Francia e Russia uccisero oltre un milione di persone. Dapprima si inizio' con articoli su giornali e riviste, poi, dopo la II guerra mondiale si passo' ai libri per proseguire con articoli su quotidiani e mensili, nonche' con trasmissioni radio e televisive.

Con queste falsita' hanno tentato di parificare le vittime del nazifascismo in Istria. Inoltre le citta', le province, le regioni e lo stato italiano finanziano le associazioni dei cosiddetti esuli che stampano libri e riviste e che hanno pretese verso i territori croati!

Si tratta dello stesso Papo che nel , in una trasmissione della RAI, era stato presentato come testimone di quando durante la guerra venivano ammazzati gli Italiani, e come scrittore ricercatore.

Ha dichiarato che in base alle sue ricerche, dopo il 1 maggio del nelle foibe erano finiti 3. Piu' tardi ha cambiato i numeri affermando che alcuni di essi "sarebbero stati buttati nelle foibe". Si tratta di un estremista di destra, suo padre era un u-comandante fascista fucilato in guerra dai partigiani.

Questo e' un libro pieno di falsita' e accuse. Cosa dire ancora dell'autore di molti libri? In base ai suoi scritti nelle foibe istriane sono finiti Oltre a cio', la sinistra italiana o meglio il centro sinistra dopo essersi inchinata ai neofascisti, ha cominciato a inchinarsi anche dinanzi ai monumenti eretti ai fascisti.

E per i crimini delle foibe danno la colpa ai partigiani di Tito, in primo luogo Croati, Sloveni e Italiani. Ultimamente si fanno sentire certi politici e giornalisti croati con interventi a favore della gentaglia neofascista e di quanti vorrebbero riabilitare iI nazifascismo. Da Pola a Fiume, da Zagabria a Zara e Spalato parlano e scrivono contro i combattenti antifascisti come dei peggiori criminali. Riportero' il caso piu' fresco. E gli amministratori rovistano negli scaffali. Il manifesto, affisso in un centinaio di copie in città, è celeste e azzurro.

Impaginato con evidente fretta, esteticamente respingente. Bambini, alcuni molto piccoli. Vestiti alla stessa maniera, con dei camici a righe. Palesemente prigionieri. La foto è di quelle più che famose. È una testimonianza di Auschwitz.

Nulla di nulla neppure con la Giornata del Ricordo.

Definizione di "foiba" e dove si trovano

Siamo laici e umanisti. Comprendiamo le debolezze, anche quando queste appartengono alle più alte cariche amministrative. E ne facciamo tesoro. Sul corpo vivo di un Paese immemore. E che, oltretutto, come la nostra amministrazione provinciale ha dimostrato in maniera lampante, non sa di cosa di stia parlando. Ma la Storia non si riscrive a suon di fiction. Questo deve essere chiaro, molto chiaro, ai nostri revisionisti. Levis Sullam, I carnefici italiani , Feltrinelli, Milano Certo, tra coloro che vennero uccisi dopo la liberazione a Trieste e in Istria non mancarono le vittime di vendette personali assolutamente innocenti, né coloro che si ritrovarono a pagare, in modo del tutto sproporzionato alle proprie colpe individuali, il fatto di aver terminato la guerra con la divisa sbagliata indosso.

Non mancarono neppure uccisioni di partigiani italiani anticomunisti. I comunisti jugoslavi imponevano con la violenza il loro regime? Certo, esattamente come facevano i monarchici greci sostenuti dagli angloamericani. Grafico del tratto da: AA. Per approfondire consigliamo: AA. Quello che ci preme è ristabilire un semplice ordine di grandezza: 5. Mettere le due cose sullo stesso livello non è la peggiore offesa, la peggiore banalizzazione che si possa fare della tragedia della Shoah?

Ma in fondo perché scaldarci tanto? La mozione di Donzelli è quella di un consigliere di minoranza, è stata presentata nel consiglio regionale toscano. Tale offesa alla memoria della Shoah? No di certo! Lui, il Corbyn italiano. Lui, il governatore della Toscana, Enrico Rossi. Il consigliere Simone Bezzini ha espresso il voto favorevole del Pd, in seguito ad una serie di emendamenti. Anche lui ha votato per il Treno del Ricordo. Ma perché solo là?

Non merita di essere visitata anche quella? Sul sito del monumento possiamo leggere:. Per chi non lo sapesse è il caso infatti di ricordare che a Trieste e in buona parte della Venezia Giulia abita, e da più di un millennio, una importante porzione di popolazione di lingua slovena. Quanti di coloro che hanno votato la mozione di Donzelli, sia pur stemperata da qualche emendamento, nel consiglio regionale toscano sanno del loro sacrificio?

Delle violenze, delle umiliazioni, delle decine e decine di migliaia di persone di lingua tedesca, slovena e croata che durante il regime fascista scelsero di andarsene dalla loro terra perché vivervi era per loro diventato impossibile?

Che a circa mezzo milione di persone venne imposto di italianizzare il nome o il cognome? Morto a Gorizia nel a soli trentaquattro anni.

Il ricordo per vincere il silenzio sul dramma di esuli e infoibati

Quanti sanno delle fucilazioni sommarie commesse dal Regio Esercito in Slovenia? Vi morirono internati su circa Torino: Einaudi, Evidentemente nessuno sa nulla di tutto questo, altrimenti non avrebbero votato la mozione proposta da Donzelli, che con spocchia e retorica ha affermato.

Non è che qui, a forza di giorni della memoria e del ricordo, stiamo allevando una generazione che in realtà non sa più nulla di storia? Non è forse venuto il momento di educare, oltre che alla memoria, alla lettura critica delle fonti, al vaglio dei documenti storici?

Per questo segnaliamo tutta la pericolosità di un pellegrinaggio pattriottico-vittimistico sulla foiba-non foiba di Basovizza mentre sarebbe assai utile un vero viaggio di istruzione sul confine orientale.

Non occorre inventarsi nulla, esistono già percorsi didattici progettati da istituzioni culturali che trattano il tema. Questo testo, che a differenza del sito della foiba-non foiba è sia in italiano che in sloveno, propone un percorso attraverso una serie di luoghi la cui storia viene brevemente descritta.

Trieste, 23 aprile La tromba delle scale di Palazzo Rittmeyer, via Ghega, coi 51 ostaggi impiccati dai nazifascisti. Naturalmente non condividiamo affatto molte delle cose che sono scritte in alcuni di questi contributi, che reputiamo condizionate da una visione orientata a sottolineare le motivazioni politico-nazionali dei fenomeni e spesso troppo succube delle narrazioni del nazionalismo italiano come quando Raoul Pupo racconta le vicende Foiba di Basovizza.

Per le scolaresche tedesche la visita ai campi di sterminio nazisti è una tappa obbligata del proprio percorso formativo, perché le classi italiane non sono tenute a visitare i campi di concentramento fascisti?

Inoltre potrebbe essere utile una visita ai musei sloveni o croati, ad esempio al museo della storia contemporanea di Lubiana, oppure con le istituzioni della minoranza slovena in Italia, quali la Biblioteca Nazionale Slovena di Trieste. Qui sono i confini della patria, pianta le insegne! Di qui educammo gli altri alla lingua, alle leggi, alle arti.

Abbiamo spiegato perché riteniamo una offesa alla verità storica e alla memoria delle vittime del nazifascismo la mozione proposta da Donzelli al consiglio regionale toscano.

Abbiamo anche proposto una alternativa al pellegrinaggio patriottico-vittimistico che riteniamo più equilibrata e formativa. Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. Forse sarebbe opportuna una parola chiara ed un intervento su questo argomento da parte di chi ha la principale responsabilità di governo sulla regione toscana, il presidente Enrico Rossi. Non basta infatti non dire, abbozzare, rabberciare le cose con qualche emendamento, come ha fatto la maggioranza in consiglio regionale.

Presidente, pensa sia corretto ricordare le foibe e la Shoah allo stesso modo, mettendole sullo stesso piano?

Non ritiene che questo significherebbe mettere in discussione uno dei principali pilastri valoriali della coscienza europea contemporanea? Si è reso conto, Presidente, che portare le scolaresche a Trieste per visitare la foiba di Basovizza ignorando bellamente la Risiera e gli altri luoghi simbolo delle sofferenze delle popolazioni slovene e croate del confine orientale significa trasmettere una visione del passato vittimista e nazionalista?

Che fa della discriminazione dei propri concittadini di un diverso gruppo linguistico la propria bandiera? Basovizza, 10 febbraio Un labaro della X Mas, formazione collaborazionista responsabile di rastrellamenti e stragi. La fotografia è presa dal sito della Lega Nazionale di Trieste, dove è inclusa in una galleria di immagini di quella giornata, senza alcuna presa di distanza né commento.

Gli studenti toscani portati alla foiba di Basovizza dovranno udire simili cazzate?

Claudia Cernigoi: “OPERAZIONE FOIBE A TRIESTE”

Perché non stabilire invece che le classi toscane devono visitare quelli che sono i luoghi della sofferenza di tutte le popolazioni del confine orientale? Qui la questione è su cosa fondiamo la nostra appartenenza collettiva. Le scelte del presente, le speranze e le paure del futuro insieme alla memoria del passato sono tutte egualmente un terreno di conflitto tra due inconciliabili visioni del mondo e della persona umana.

Per quanto si possa cercare di evitarlo ciascuno di noi è chiamato a scegliere da che parte stare in questo conflitto e ad assumersi le responsabilità delle sue scelte. Con questa scelta, il gruppo omaggia Nicolas Bourbaki , collettivo di matematici attivo in Francia dal al Ricordiamo le puntate precedenti:.


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